Bancomat obbligatorio Governo forte coi i deboli e debole con i forti. Perché si parla solo delle sanzioni e si dimenticano i tetti delle commissioni bancarie?

7 settembre 2017 - “Lo Stato italiano è forte con i deboli e debole con i forti” diceva Pietro Nenni, citato da Leonardo Sciascia, riguardo al rapimento di Aldo Moro. Una definizione che appare oggi calzantissima in tema di obbligatorietà del POS! Questo lo sfogo di Paride Geroli Presidente di Calzolai 2.0 alla notizia apparsa sui quotidiani che sarebbe in dirittura di arrivo il decreto che "punirà" chi non si è adeguato all'obbligo di avere il Pos disponibile. “Non siamo contrari di principio -prosegue il Presidente- a offrire i pagamenti elettronici ma il problema principe restano le commissioni bancarie. Per alcuni settori merceologici i ricarichi sono talmente bassi che l'incidenza di uno o due punti percentuali sul transato significa rinunciare al profitto, come nel caso eclatante di molte nostre attività di raparazione di calzature.

Ed è per questo che la nostra maggiore perplessità non è tanto il necessario adeguamento tecnologico che un simile provvedimento richiede, quanto piuttosto i costi bancari legati al mantenimento e all’utilizzo (o inutilizzo) della strumentazione in parola”. “Ricordo infatti -sottolinea Geroli-, che proprio la Legge di Stabilità 2016 aveva stabilito che, a mezzo decreto, sarebbero stati fissati i tetti delle commissioni da applicare ai pagamenti elettronici, commisurandoli ai servizi effettivamente erogati. Sempre con tali decreti poi, sarebbe stata fatta anche chiarezza sulle sanzioni applicabili in caso di mancato rispetto della regola. Ora, il fatto che il Governo torni a parlare (dettando termini e cifre) solo delle sanzioni da comminare, e non faccia altrettanto sui costi dei servizi bancari, scusate se dubito che sia una mera svista, Soprattutto se la mettiamo in correlazione con una seconda circostanza anomala: e precisamente in fatto che la recente entrata in vigore del Ddl Concorrenza ha fatto slittare la possibilità di comparare gli indicatori di costo annuo dei servizi bancari al 2018. Infatti, la Legge annuale sulla concorrenza, all’articolo 39, rimanda a febbraio il nodo sulla confrontabilità delle condizioni di c/c attraverso un motore di ricerca ufficiale online. Vogliamo aggiungere che, a partire dai mesi estivi del 2017, i costi dei conti correnti per le famiglie sono aumentati di circa il 4% in media e del 23% negli ultimi 4 anni? Insomma, il rischio che anche per gli stessi consumatori questo provvedimento si trasformi in un ulteriore aggravio di spesa è dietro l’angolo”. “Pertanto, -conclude- ben venga la lotta all’evasione, ma se lo strumento con cui realizzarla deve essere quello dell’obbligo di POS e carte di credito, allora è doveroso ottenere subito chiarezza anche sulle tariffe applicate dagli istituti di credito per l’offerta del servizio. Servizio il cui prezzo non potrà ricadere esclusivamente sulle spalle delle partite IVA e per il quale il Governo è giusto che preveda la gratuità o, quantomeno, un rimborso sotto forma di credito d’imposta”. Pos obbligatorio: cosa potrebbe cambiare da settembre Sino ad ora la normativa in vigore sulla obbligatorietà del Pos non è stata molto “messa in pratica”. Per questo in Governo per bocca del ViceMinistro Casero ha annunciato un più incisivo intervento. Da settembre, con un provvedimento ad hoc potrebbero essere introdotte regole e sanzioni più dure, che costringeranno professionisti e negozianti a fornirsi del Pos. Si prevede, in particolare: l’introduzione dell’obbligo di possesso del Pos e di accettare transazioni con carta per pagamenti al di sopra di 5 euro: è stata dunque “abbassata la soglia”, fin’ora pari a 30 euro. L’introduzione di una multa per gli esercenti che non accettano i pagamenti elettronici: 30 euro per ogni acquisto rifiutato col Pos. la previsione di un sistema di sgravi fiscali o incentivi se si utilizza maggiormente la carta di credito e/o di debito per i pagamenti. Si tenderà, dunque, a premiare l’esercente, il professionista o l’impresa che ha rispettato la normativa. l’esclusione di talune categorie da detti obblighi: è il caso degli avvocati che fatturano al proprio studio e da questo ricevono poi i soldi tramite bonifico; la possibilità, per il cliente, di andare via senza pagare se l’esercizio non è provvisto di Pos. In tali casi, infatti, ben si potranno lasciare i propri dati, chiedendo di essere ricontattati non appena sarà possibile pagare con il bancomat.

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