Regolamento Europeo 2016/679 e calzolai. È obbligatorio: la tua azienda è pronta?

Geroli: “Rivolgetevi alla Confartigianato locale più vicina a voi … avrete tutte le risposte”

Venezia 4 maggio 2018 – Il 24 maggio 2018 entra in vigore la nuova normativa europea sulla privacy, Regolamento Europeo 2016/679 sulla protezione dei dati, che stabilirà nuove regole per tutte le aziende che offrono beni e servizi e che trattano dati relativi a persone della Comunità Europea.

Il Regolamento Europeo Privacy introdurrà nuove tutele a favore degli interessati ed inevitabilmente nuovi obblighi a carico di titolari e responsabili del trattamento di dati personali e di conseguenza anche nelle imprese di calzoleria vi saranno effetti derivanti dall'applicazione del Regolamento che imporrano competenze, comportamenti e misure da contestualizzare nella realtà operativa aziendale, al fine di evitare sanzioni che sono state notevolmente inasprite. "In questi giorni -spiega il Presidente Paride Geroli- in moltissime sedi territoriali della Confartigianato, e delle altre organizzazioni, (molto probabilmente anche vicino ad ognuno di voi) si stanno tenendo delle serate informative dedicate per spiegare: chi deve occuparsene, cosa si deve fare e soprattutto con che tempistiche. Il Regolamento 2016/679 sulla privacy non dovrebbe essere particolarmente avvertito dalle aziende del nostro settore (che nella gran parte dei casi ha solo un elenco clienti e fornitori), ma comunque trattiamo dati personali che ci obbligano ad alcuni adempimenti”. “Da tenere poi conto -prosegue- che ci saranno certamente tra noi, dei casi in cui oltre ai dati personali si raccolgono dati ritenuti sensibili e quindi soggetti a maggiori tutele per quanto concerne la privacy. Come, solo a titolo di esempio, specifiche patologie del piede del cliente di cui tenere conto quando si fanno scarpe su misura”. “Avere ben chiaro le misure da implementare o aggiornare nelle nostre imprese è fondamentale -conclude Geroli-, perché ci consentirà di essere pronti e di evitare le pesanti sanzioni che il Regolamento prevede. Sottolineo a tal proposito la assoluta necessità di rivolgersi a professionisti (come quelli delle associazioni di categoria) che potranno adattare le misure da prendere in modo “sartoriale” sulla specifica azienda. A maggior ragione per questo adempimento che davvero cambia molto in base a quello che ogni azienda è abituata a fare”.

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