SCONTRINO ELETTRONICO Da luglio, forse, obbligo per attività artigiane e commerciali. Pressing di Confartigianato per sua limitazione

Venezia 15 maggio 2019 – Dal prossimo primo luglio tutte le attività artigiane e commerciali, con volume d’affari superiore a 400mila euro, potrebbero essere obbligate all’emissione dello scontrino elettronico. Il condizionale è d’obbligo, soprattutto sulla data di inizio e sul fatturato, considerato come sul decreto stiano ancora lavorando Governo e Associazioni di Categoria, per ridurre al massimo l’impatto che tale novità potrà avere sulle imprese.


“Non voglio entrare nel tema della valenza o meno del nuovo strumento – afferma Paride Geroli – segnalo però, come capita sempre più spesso, un problema di adeguatezza di questo provvedimento al tessuto imprenditoriale del nostro Paese e del suo eccessivo impatto in termini economici oltre alla indispensabile connessione alla rete non sempre garantita”.
In questi giorni, attraverso uno specifico emendamento, Confartigianato ha chiesto anche ai Parlamentari di intervenire per la non applicazione di sanzioni in fase di avvio del nuovo obbligo. “Con l’emendamento – viene spiegato ai Deputati e ai Senatori – viene sancita l’inapplicabilità delle sanzioni nei casi in cui, per i primi sei mesi di obbligatorietà della memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi, l’operazione sia stata certificata con scontrino o ricevuta fiscale. L’inapplicabilità delle sanzioni, al pari di quanto è stato previsto per la fatturazione elettronica, ha lo scopo di evitare, in sede di avvio del nuovo obbligo, l’applicazione di pesanti sanzioni considerato che i contribuenti stanno applicando modalità procedurali consolidate da oltre vent’anni”.
In ogni caso, nei giorni scorsi, Confartigianato ha consegnato alla Consulta Tecnica del MEF, Ministero Economia e Finanze, le proprie richieste di modifica del prossimo provvedimento, e le categorie di attività da esonerare. L’Associazione ha chiesto di esonerare dal futuro scontrino elettronico una lunga serie di attività, come per esempio i tabacchini, distributori di carburanti ma anche i calzolai o i riparatori di biciclette senza dipendenti, incluse nell’articolo 2 del DPR 696 del 96. Tali attività, già adesso, non sono obbligate al rilascio dello scontrino. Confartigianato, inoltre, ha richiesto che l’esenzione riguardi anche i contribuenti che applicano il regime forfetario, poiché questi, non addebitando l’IVA sulle cessioni o prestazioni eseguite, presentano profili di rischio nulli sul versante di tale imposta.
Altra categoria di soggetti e attività per i quali l’Organizzazione Artigiana ha chiesto l’esonero dall’obbligo di memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi, è rappresentata da chi attualmente certifica i corrispettivi mediante ricevuta fiscale e opera presso l’abitazione del cliente o in forma ambulante. Questo perché l’obbligo del rilascio del documento “commerciale” all’acquirente al momento dell’effettuazione dell’operazione, imporrebbe all’imprenditore la necessità di dotarsi di idonei strumenti tecnologici, con caratteristiche di praticità che potrebbero incidere sulla relativa spesa rispetto ad un comune registratore telematico a postazione fissa. La soluzione proposta
dall’Associazione, considerata la modalità con cui l’attività è esercitata, è quella di esonerare tali soggetti dal nuovo obbligo e mantenere l’attuale obbligo di certificazione.
“Rete e strumenti, sono fattori da tenere sempre in considerazione – continua il Presidente - soprattutto per settori come il nostro i cui ricarichi sono talmente bassi che l'incidenza del costo di strumenti particolarmente costosi e l’onere di un abbonamento per telefonia mobile, significherebbe dover rinunciare al profitto”.
“Considerato come il Governo abbia già previsto un bonus per l’acquisto dei registratori di cassa, sotto forma di credito d’imposta – propone Geroli – noi crediamo che invece sarebbe giusto se lo Stato prevedesse la completa gratuità di tali strumenti e delle linee”.