Circolare aperture - DPCM 3 novembre

‼️ATTENZIONE IMPORTANTE👇
consentita anche l’attività accessoria di vendita di beni collegati alla prestazione della riparazione.
Domanda
Alla luce del DPCM del 3 novembre 2020, i calzolai possono proseguire l’attività anche nelle c.d. “regioni rosse”?
Risposta
Si, il DPCM del 3 novembre 2020, all’art. 3, ha dettato le misure di contenimento per le c.d. “regioni rosse”, senza individuare restrizioni per l’attività di riparazione di calzature.
Tale attività, rientra nel codice Ateco 95.23 “Riparazione di calzature e articoli da viaggio” e, pertanto, deve essere tenuta distinta dalle altre attività che subiscono limitazioni (tra cui rientrano alcune attività di commercio al dettaglio, con codice Ateco 47, e alcuni “servizi alla persona”, con codice Ateco 96).
L’attività di riparazione del calzolaio, pertanto, è consentita senza limitazioni, analogamente a quella di duplicazioni chiavi che rientra tra le attività dei “Servizi di riparazioni rapide, duplicazione chiavi, affilatura coltelli, stampa immediata su articoli tessili, incisioni rapide su metallo non prezioso” con codice Ateco 95.29.04 (anch’esso non rientrante nelle attività sospese).
‼️📍Si ritiene, infine, che sia consentita anche l’attività accessoria di vendita di beni collegati alla prestazione della riparazione.
Occorre, infatti, considerare che l’attività di calzolaio rientra tipicamente tra le attività artigiane disciplinate dalla legge quadro per l’artigianato (n. 443/85). Ai sensi dell’art. 3 della legge richiamata, l’artigianato si caratterizza, infatti, per la possibilità di fornire al committente quanto strettamente collegato alla prestazione del servizio reso, senza che vengano applicate a tali attività accessorie le disposizioni sul commercio.
Sulla base di questa specificità, si ritiene, che il calzolaio possa vendere al cliente anche i beni collegati alla riparazione stessa, essendo tale attività secondaria il completamento di quella primaria della riparazione.

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