Lotteria degli scontrini.

Geroli: No ad ulteriori gabelle per le pmi”
4mila le attività di calzoleria coinvolte in Italia

Venezia 2 febbraio 2021 – “Sarà pure un progetto nato con le migliori intenzioni, ma abbiamo molto dubbi sulle effettive finalità e sulla sua funzionalità, ma soprattutto non abbiamo dubbi sul fatto che costituirà un ulteriore costo e impaccio burocratico per le nostre imprese”. Paride Geroli Presidente di Calzolai 2.0 affronta cosi il problema della cosiddetta “lotteria degli scontrini” promossa dal Governo a partire dal 1° febbraio 2021.


Per capire l’entità della questione basti pensare che in Italia sono nel mondo della riparazione e manutenzione delle calzature parliamo di quasi 4 mila “botteghe” artigiane coinvolte. Ma in loro compagnia c’è un piccolo esercito di pasticcerie, panetterie, pasta fresca e ristoratori, autoriparatori e aziende del benessere (acconciatura ed estetica), copisterie e fotografi, sarti, pulisecco e riparazione elettrodomestici sino agli Ncc e i Taxi. Centinaia di migliaia di imprenditori che, in base a quanto stabilito dal Governo, è tenuto a dotarsi di registratori telematici per inviare i dati fiscali giornalieri direttamente all’Agenzia delle entrate, e su questa base di trasferimento si inscrive anche il sistema della lotteria degli scontrini.
“Questa misura – spiega Geroli – da una parte dà la possibilità ai consumatori di vincere dei premi, ma per gli artigiani, le piccole imprese e i commercianti, significa sostenere nuovi costi per adeguare il proprio registratore di cassa. Un costo di alcune centinaia di euro che va sostenuto per abbinare il codice del cliente allo scontrino che si sta per battere”.
Per poter partecipare alla lotteria, infatti, il cliente deve chiedere al negoziante di registrare il codice lotteria attraverso un lettore ottico collegato al registratore telematico che trasmetterà i dati direttamente all’Agenzia delle entrate.
È fondamentale, quindi, che il registratore di cassa sia adeguato a supportare la nuova procedura. Gli artigiani che vogliono fornire questo servizio ai propri clienti dovranno verificare con il proprio fornitore se il registratore di cassa supporta questa modifica attraverso il codice seriale. Se questo è possibile si dovrà procedere all’acquisto del software e all’intervento da fare sul registratore di cassa.
“È evidente, quindi - insiste Geroli - che la lotteria degli scontrini può diventare un’altra gabella per le imprese che stanno già attraversando forse il periodo più difficile dal dopoguerra. Temiamo quindi che questo tipo di iniziative, malgrado le annunciate buone intenzioni, possano trasformarsi in un ulteriore aggravio per le imprese, costringendole a sostenere ulteriori costi in questa fase di emergenza sanitaria che è diventata anche un’emergenza economica”.
“Per questo – conclude – oltre al rinvio per dare più tempo alle imprese di adeguarsi, la Confartigianato sta da tempo chiedendo che tutto il costo sostenuto venga trasformato in credito d’imposta incrementando quindi le soglie di 250 euro (max 50% della spesa) per l’acquisto o 50 euro (max 50% della spesa) per l’adeguamento del registratore di cassa, e la conferma che rientrino nell’ambito del credito anche le spese sostenute per gli adeguamenti successivi alla prima installazione dei registratori stessi. E se lo scopo effettivo di questa operazione del Governo è la lotta all’evasione fiscale, forse si potrebbero trovare metodi più consoni rispetto a quello di promuovere l’ennesima lotteria, creando così il rischio di ulteriori occasioni di incremento della già troppo diffusa ludopatia, un male che certo non porta a miglioramenti della situazione sociale già complessa"

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