Con la Legge di Bilancio 2021 arriva Iscro: l'indennità riconosciuta ai lavoratori della gestione separata (liberi professionisti) Il Bonus Inps fino a 800 euro per ora non spetta agli artigiani

Venezia 16 febbraio 2021 – Gli ammortizzatori sociali, "sono fondamentali nel ridurre in modo significativo l'aumento della diseguaglianza nel breve termine". Tanto che gli ammortizzatori sociali straordinari (per i lavoratori dipendenti), messi in campo dal Governo da inizio pandemia, unitamente ai ristori (anche se limitati) dedicati alle imprese, hanno permesso di non far peggiorare il livello di disuguaglianza nel nostro Paese.
Il problema è che questi interventi sono straordinari. Mentre la profonda diseguaglianza del mercato del lavoro tra lavoratori dipendenti e indipendenti (artigiani, commercianti e partite IVA), imporrebbe un ammortizzatore sociale stabile, ordinario anche per questa seconda categoria a basso reddito e svantaggiata dal punto di vista della stabilità.

Una questione che si era già posta all'attenzione del precedente governo: l'ex ministra del Lavoro Nunzia Catalfo infatti aveva convocato un tavolo con i rappresentati delle professioni e del lavoro autonomo proprio per cercare di affrontare la questione, di difficile soluzione per i lavoratori iscritti alle casse.
E’ nata così l’Indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa (ISCRO) introdotta dalla Legge di Bilancio 2021. Si tratta di un bonus destinato alle p. Iva, in possesso di determinati requisiti, versato direttamente dall’Inps attraverso il riconoscimento di una quota che – a seconda dei casi – può variare dai 250 agli 800 euro mensili.
Attenzione però perché, oltre ad essere entrata in vigore in via sperimentale per il triennio 2021-23, essa è anche dedicata esclusivamente ai lavoratori iscritti alla Gestione Separata. Sono pertanto esclusi dalla misura commercianti e artigiani!
“Si tratta di una misura più simbolica che reale, non funzionale a costruire un efficace sistema di ammortizzatori sociali per chi è escluso da quello attuale”, è il giudizio, fortemente critico, espresso da Paride Geroli. Secondo Calzolai 2.0, infatti, “lo strumento oltre ad ignorare artigiani e commercianti in primis, riguarderà comunque pochissime persone; arriva troppo tardi per essere utile; prevede condizionalità molto stringenti e determinerà un aumento dei contributi a fronte di benefici incerti”.
“Proprio l’aumento dei contributi fa concludere al Presidente Geroli che: “forse per noi artigiani calzolai è quasi meglio non essere coinvolti in questa fase sperimentale. L’aumento della contribuzione dello 0,26% nel 2021 che diventerà poi lo 0,51% dal 2022 sarà un costo certo per tutti i potenziali beneficiari ma a poterne godere saranno in pochi. Vedremo come saranno i dettagli contenuti nell’apposito decreto del Ministro del lavoro e delle politiche, che dovrà essere adottato entro sessanta giorni dalla entrata in vigore del provvedimento (quindi entro il 2 marzo 2021)”.

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