Addio a Toni, calzolaio di San Donà

Ottant'anni a "far le scarpe" a tutti: addio a Toni, uno degli ultimi calzolai di San Donà.

È morto a 93 anni, aveva aperto la sua bottega a Passarella nel primo dopoguerra: "Una figura che dà il valore del lavoro e dell’artigianato che fanno la storia di questa terra".  Se fosse un film si potrebbe intitolare "L'ultimo ciabattino": si è spento a San Donà di Piave Antonio Furlan, per tutti "Toni Scarpèr", se non l'ultimo calzolaio della città perlomeno uno dei pochissimi rimasti.

Ci ha lasciato il 10 gennaio all’ospedale Civile, dove era stato ricoverato per l'aggravarsi delle sue condizioni di salute. Aveva 93 anni, di cui oltre 80 passati a fare il calzolaio. Dal primo dopoguerra fino ad un paio di anni fa la sua bottega da calzolaio, a Passarella, al piano terra di casa sua, è stata sempre attiva.

Ricordano i suoi cari: «Da Toni non si parlava di orario di apertura o chiusura, dal scarpèr si andava come da un amico. Ci si sedeva sul banchetto di fronte a lui intanto che Toni piantava qualche broca, qualche chiodino, su una suola, scambiando quattro chiacchere. A lavoro finito un ombra de vin sotto el portego era consuetudine».

Un uomo d'altri tempi: non per niente il mestiere del calzolaio riporta alla mente un’Italia contadina che non c’è più, quando un paio di scarpe era un valore prezioso e sicuramente non le si cambiava con la frequenza di oggi. «Queste figure danno il valore del lavoro e dell’artigianato che hanno fatto la storia di questa terra - commenta il sindaco Andrea Cereser - Immaginare artigiani che a 90 anni portano avanti con passione un lavoro fatto di impegno e creatività, è un esempio per ciascuno di noi».

Tratto da VeneziaToday