Il Gazzettino di Treviso (a ferragosto) dedica una pagina al nostro socio Ivo Gottardi.

Un plauso da parte del Presidente Paride Geroli all’intervista rilasciata dal collega e socio di Calzolai2.0 Ivo Gottradi al prestigioso quotidiano il Gazzettino di Treviso. “Una ulteriore testimonianza -afferma Geroli- di quanto il mestiere del calzolaio stia vivendo una stagione di rinnovato interesse sia da parte dei media che dei giovani. Giovani che sempre più chiedono un percorso che li approcci a questo fantastico lavoro. Ma attenzione solo a certe condizioni ….e nella sua intervista il collega Ivo le evidenzia benissimo”.

Suo nonno faceva le scarpe per i mutilati di guerra. E lui oggi produce e personalizza scarpe e sneakers con coloranti naturali e non aggressivi per la pelle del piede. «Il futuro per gli artigiani della calzatura? La "customizzazione". Il cliente oggi punta all'eccellenza solo se fortemente personalizzata». Ivo Gottardi ha 46 anni: il mestiere è nel Dna. Ma la voglia di fare impresa è 2.0. Coniugare altissimo livello di artigianalità, sapienza famigliare e sostenibilità è oggi economicamente possibile. Solo che bisogna trovare una prospettiva nuova. «Quando sono arrivate le prime avvisaglie di crisi, ho deciso di dare un impulso del tutto nuovo alla mia attività. Così non solo mi sono salvato, ma ho puntato tutto sulla iper specializzazione e l'alta gamma di prodotto». Come ha iniziato l'attività di artigiano della calzatura? «Sono figlio d'arte. Mio nonno e mio padre erano calzolai. Nel 1992 ho preso in mano l'attività di famiglia. Da subito mi sono interessato all'attività sindacale nella Confartigianato ricoprendo vari incarichi come presidente dei calzolai trevigiani e membro del consiglio regionale, promuovendo eventi, corsi e workshop». Ivo Gottardi e figlio d'arte: suo nonno e suo padre erano calzolai; i suoi prodotti vengono esportati in tutto il mondo Poi però è arrivata la crisi del 2008 ... «Ho intuito che le cose sarebbero diventate molto difficili. Ma ho pensato di coinvolgere il politecnico della calzatura di Vigonza per organizzare dei corsi indispensabili per aumentare le competenze generali, in particolare sulla realizzazione di calzature artistiche con tecniche naturali e antiche ma con tecnologie attuali «Produciamo solo prodotti personalizzati e d'alta gamma» come il foot-scanner; ho avuto così la possibilità di lavorare in laboratori chimici di livello internazionale, come la veneta Fenice e l'emiliana Angelo Alberti, acquisendo padronanza su tinture per pelli». Da questa riorganizzazione è nata la rete Italiancobblers? «Si, proprio grazie a queste competenze acquisite, ho fondato, con altri sette colleghi, gli Italiancobblers. Una rete di artigiani in grado di realizzare calzature di pregio con tecniche antiche come la cucitura a mano chiamata Goodyear e bentivegna. Così abbiamo partecipato alle fiere più importanti a livello mondiale come il Micam di Milano e Iss di Wiesbaden in Germania». Tra le diverse particolarissime tecniche che utilizza c'è il glacage ... «Si, ho avuto l'onore di collaborare con un maestro giapponese nell'arte del glacage (lucidatura a specchio) molto apprezzata all'estero». Quali sono le calzature più particolari che producete? «Direi i modelli in alligatore e quelli in arapaima. E un pesce enorme che viene dal Sud America che si è rivelato ottimo per fare ballerine comode e morbidissime» Il costo? «Circa 3000 euro a calzatura, ma bisogna considerare che la pelle costa 75 euro a centimetro, per cui vietato sbagliare! Abbiamo clienti soprattutto da Hong-Kong, Cina, Corea». Qual è l'ultima frontiera del lusso? «Nel mio campo il cliente desidera modelli standard fortemente personalizzati a livello di colore e decorazione. Per questo direi che la calzatura che più piace è realizzata con tecniche di pittura e sfumature in Crust ,una pelle naturale nella sua prima fase di concia, che oggi è quella che ha il maggior riscontro e può rappresentare un incremento di reddito in questa fase della crisi»