Un pizzico d’arte e di colore: così Veronica fa rinascere il mestiere del calzolaio.

A Bergamo c'è una ragazza allegra e colorata come il suo negozio: è Veronica Maffioletti (da Bergamonews)

https://www.bergamonews.it/2018/03/15/un-pizzico-darte-colore-cosi-veronica-rinascere-mestiere-del-calzolaio/278211/
Dici calzolaio e ti balza alla mente un uomo un po’ antico, capelli bianchi e un bugigattolo polveroso e grigio in cui sistema tacchi e suole… Ebbene resettate e stupitevi. A Bergamo c’è una ragazza allegra e colorata come il suo negozio a Colognola: Veronica Maffioletti, artigiana e piccola imprenditrice ha infatti saputo dare nuova veste a una professione che vanta una tradizione millenaria.

Il 17 marzo festeggerà i primi cinque anni di attività con tanta fatica e anche tante soddisfazioni come il premio camerale nella categoria nuovi imprenditori conferitole durante il 54° “Riconoscimento del Lavoro e del Progresso Economico”. Come nasce la passione per le scarpe? La mia passione è nata da una esigenza materiale: volevo cambiare lavoro, cercavo un impiego che mi consentisse di dar sfogo al mio lato artistico, oltre che alle mie capacità nei lavori manuali. Nel 2009 è arrivata l’occasione che stavo cercando, un corso triennale per aspiranti calzolai organizzato dall’unione artigiani di Bergamo. Tre anni in cui ho acquisito tutte le necessarie conoscenze tecniche: è così che da zero son diventata calzolaia. È stato un passo importante. Per dedicarmi completamente al mio sogno ho lasciato la prospettiva di un lavoro sicuro a tempo indeterminato, ma la paura non mi ha impedito di lanciarmi in questa nuova avventura. Con gli anni e con il giusto carico di esperienza, ho deciso di inserire una marcia in più nel mio lavoro: mettere un pizzico di arte nel lavoro manuale. Mi sono resa conto della difficoltà per gli acquirenti a trovare un lavoro personalizzato sulle calzature. Per questo motivo mi sono specializzata nella tintura di calzature e borse e la personalizzazione delle intramontabili sneakers. Il mestiere del calzolaio non è più solo “tacco e suola”, ma è innovazione, arte e passione. Cinque anni fa ha intrapreso questa strada, un salto nel vuoto: è stata una strada tutta in salita? Non sono tutte rose e fiori, soprattutto all’inizio. Ci sono state difficoltà dal punto di vista pratico e personale. Il destino ha voluto che, poco dopo l’inizio della mia attività, fossero aperti altri due negozi di riparazioni scarpe nel raggio di due chilometri dal mio. Potete immaginare la criticità di quel momento. L’impasse iniziale era ulteriormente gravata dal mio passato da operaia, un lavoro completamente diverso dall’artigiano. Da totale inesperta, ho dato vita a qualcosa di nuovo. Nonostante tutto, devo essere grata anche ai numerosi momenti difficili: mi hanno dato una forza che non sapevo di avere. Il mio sogno mi ha spinta ha mettermi in gioco su vari fronti, non mi sono nemmeno tirata indietro alla frequenza di un corso di web marketing. Ho investito tutte le energie possibili. È inutile parlare della difficoltà in Italia per piccole e medie imprese, afflitte di eccessivi oneri fiscali: confesso che agli albori della mia attività le entrate bastavano a coprire a malapena le tasse. Una giovane donna, piccola imprenditrice, calzolaia: una realtà insolita da vedere. Cosa ama di più del suo lavoro? Sicuramente il contatto con le persone. Quando i clienti entrano in negozio, si fermano a parlare con me e raccontano parte della loro vita. Si crea un inevitabile legame che ha risvolti positivi sul mio lavoro di artigiana: conoscere la storia dei proprietari delle scarpe mi sprona, mi motiva a mettere il cuore in quello che faccio. Sono convinta che sia questo il segreto di un’ottima riparazione. Cinque anni di attività autonoma e una lunga strada percorsa: cosa consiglia ai giovani che vogliono dar vita ad una propria impresa? Ai giovani dire di leggere “La crisi secondo Albert Einstein”, un libro che ha ispirato ogni mia decisione. A tutti coloro che stanno cercando la forza per dare una svolta alla propria carriera lavorativa, rammenterei questa frase: “Non pretendiamo che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi può essere una grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi”. Non c’è nulla di più vero: non si può cercare il successo nella via più facile e più veloce. Bisogna investire nel sacrificio quotidiano e costante. Non bisogna poi essere spaventati dai colleghi della concorrenza: l’unione fa la forza. Dal confronto fra artigiani possono nascere collaborazioni e spunti di riflessione. Che progetti ha il per il futuro? Voglio continuare a lavorare nel campo della calzoleria, continuando a specializzarmi sempre di più nella tintura di scarpe e borse. Sicuramente amplierò i miei orizzonti professionali verso la creazione e lavorazione delle scarpe in cuoio e delle cuciture fatte a mano. Il mestiere del calzolaio è tutt’altro che desueto: può rappresentare una reale possibilità per giovani imprenditori che si affacciano al mondo del lavoro.